La ricerca di GFI Software
rileva grande confusione tra i Decision Maker e gli IT Manager
delle piccole e medie imprese in tema di Cloud Computing
GFI Software, noto fornitore di infrastrutture per piccole e medie imprese (PMI), ha annunciato i risultati del “The 2010 GFI Software SME Technology Report”, ricerca di mercato indipendente condotta a marzo di quest’anno su 250 piccole e media imprese.
Lo studio annuale di GFI sulle attitudini e la conoscenza delle PMI, condotta da Redshift Research per conto di GFI Software, mostra che i vendor e i rivenditori IT hanno nettamente sopravvalutato la comprensione e la considerazione del mercato relativamente alla terminologia che ruota attorno al concetto di Cloud Computing. Una fetta consistente di senior decision-maker aziendali (64%) non comprende il termine Cloud Computing, eppure solo il 15% non ha sentito parlare di managed services o hosted services, nonostante le rispettive similitudini concettuali.
La ricerca ha rilevato inoltre che il principale svantaggio del Cloud Computing percepito – cioè il rischio elevato di sicurezza – non è confermato dalla realtà, dal momento che la sicurezza è stata citata come l’ostacolo principale all’adozione del Cloud da solo il 12% dei partecipanti.
Walter Scott, CEO di GFI Software, commenta: “Il mercato sembra essere confuso dalla terminologia gergale e dai sinonimi ed essere suscettibile all’allarmismo generato dai provider on-premise. A meno che questi trend non vengano modificati, ci vorranno ancora molti anni prima che le PMI raccolgano i benefici del cloud computing”.
I vantaggi derivanti dall’adozione del cloud computing sono stati particolarmente sorprendenti secondo la ricerca: delle aziende che hanno finora trasferito i servizi su Cloud, il 16% ha riscontrato un pieno ritorno sugli investimenti (ROI) in meno di sei mesi, e una grande maggioranza ha riportato di avere ottenuto ROI completi in meno di un anno.
Scott continua: “Nonostante i costi iniziali vengano citati come il fattore principale a sfavore dell’adozione di cloud computing (per il 44% delle PMI che non le adotta rappresenta il motivo principale), un ritorno sugli investimenti completo e in tempi rapidi è stato riscontrato da parte delle PMI che hanno trasferito i loro servizi su cloud, dimostrando che la fiducia nel cloud computing è giustificata ma non sufficientemente perseguita”.
Infine, l’approccio ibrido nell’implementazione di determinate applicazioni sia in modalità on-premise sia in the cloud, a seconda delle necessità particolari o della natura dell’azienda, sta ottenendo crescente trazione. Scott conclude: “Sempre più organizzazioni, indipendentemente dalle dimensioni, stanno chiedendo all’IT maggiore flessibilità. Le PMI non dovrebbero essere limitate in maniera rigida a tecnologie on-premise o in modalità hosted, ma dovrebbero avere invece entrambe le opzioni a seconda delle rispettive necessità. La domanda sta costantemente crescendo; esiste quindi una grande opportunità per i vendor che possono offrire possibilità di scelta e consentire alle PMI di massimizzare il loro potenziale ritorno sugli investimenti”.
Risultati chiave della ricerca
Il livello di comprensione della terminologia legata al cloud computing è considerevolmente inferiore nel settore aziendale rispetto al settore della sicurezza IT – il 62% dei senior decision maker aziendali non ha mai sentito parlare di cloud computing – e il 24% dei professionisti IT non ha mai sentito parlare di cloud computing o non ne comprende il significato.
Al contrario, solo il 15% e l’11% dei decision-maker aziendali non ha sentito parlare rispettivamente di managed service o hosted service. Considerando che a livello concettuale questi termini sono praticamente sinonimi di Cloud Computing, sembra venga posta eccessiva enfasi sulla terminologia, e non abbastanza sugli elementi base dei servizi basati su cloud.
L’86% delle aziende da 100 a 249 dipendenti ha implementato o sta attualmente implementando una tecnologia di Cloud Computing, ma solo il 69% delle aziende da 10 a 99 dipendenti, e il 39% delle aziende con meno di 10 dipendenti, dichiara di stare attualmente implementando o di avere intrapreso una soluzione di questo tipo.
La sicurezza – che rappresenta per un’ampia porzione del settore IT la principale barriera all’adozione di soluzioni cloud – costituisce il secondo principale svantaggio percepito del cloud computing, eppure solo il 12% dei rispondenti che ha dichiarato di non perseguire questo modello cita la sicurezza come ragione principale per intraprenderne l’adozione, mostrando una chiara disparità tra percezione e realtà.
In maniera simile, il 44% delle aziende che hanno deciso di non implementare soluzioni di cloud computing, cita come motivo principale i costi eccessivamente elevati; tuttavia il costo ridotto è visto al contempo come il secondo vantaggio principale percepito nei confronti del nuovo modello.
Il 43% degli intervistati che ha scelto di non implementare soluzioni di Cloud Computing, prenderebbe in considerazione questa soluzione se le condizioni e i termini di pricing dei vendor fossero migliori, mentre il 40% prenderebbe in considerazione tale opzione se i contratti fossero meno restrittivi.
Esiste una crescente resistenza nei confronti della polarizzazione on-premise e hosted. Le PMI stanno adottando sempre più un modello ibrido che racchiude e dispone correttamente i servizi per riflettere le necessità aziendali con l’infrastruttura e gli skill IT esistenti.
Per una copia del white paper completo, è possibile visitare: http://www.gfi.com/documents/SME_Technology_Report_web.pdf.
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