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Per IDC, volumi dei dati digitali in crescita di 45 volte entro il 2020

I risultati della ricerca sponsorizzata da EMC

La nuova edizione dell studio IDC sponsorizzato da EMC dal titolo “The Digital Universe Decade – Are You Ready?” sui tassi di crescita dei dati nell’universo digitale prevede una considerevolo crescita della quantità di informazioni create e copiate annualmente dagli individui e dai professionisti IT di tutto il mondo.

Il 2010 equivale a 100 anni di ‘tweet’, 75 miliardi di iPad
Nel 2009, in piena ‘recessione’, le informazioni digitali sono cresciute del 62% rispetto al 2008 raggiungendo gli 800 milioni di gigabyte (0,8 zettabyte). Uno zettabyte equivale a mille miliardi di gigabyte. La quantità di informazioni digitali create nel 2010 (1,2 zettabyte), sarà equivalente a:

  • Ogni uomo, donna e bambino della terra che invia ‘tweet’ continuamente per 100 anni

  • 75 miliardi di Apple iPad con 16 GB memoria, che riempirebbero l’intera area dello Stadio di Wembley fino all’orlo 41 volte, il tunnel del Monte Bianco 84 volte, il Large Hadron Collider del CERN 151 volte, lo stadio nazionale di Beijing 15,5 volte o la torre 101 di Taipei 23 volte

  • Un episodio completo della serie “24” di FOX TV in onda continuamente per 125 milioni di anni

  • 707mila miliardi di copie del US Patient Protection and Affordable Care Act, di oltre 2000 pagine, del marzo 2010. Messi uno accanto all’altro, questi documenti andrebbero dalla Terra a Plutone e ritorno 16 volte, o potrebbero coprire l’intero territorio degli Stati Uniti fino ad un’altezza di un metro.

In aggiunta, il numero di file, immagini, dati e contenitori di altre informazioni digitali crescerà con un fattore pari a 67, ognuno dei quali dovrà essere gestito, reso sicuro e protetto. 

Nonostante questa crescita, il numero di professionisti IT aumenterà con un fattore pari a solo l’1,4. L’effetto cumulativo sta portando i CIO a cercare nuovi livelli di agilità, efficienza e controllo passando rapidamente verso ambienti private cloud.

Un terzo di tutte le informazioni digitali risiederà e transiterà nella ‘nuvola’
La quantità di informazioni digitali create ogni anno aumenterà di un fattore pari a 44 tra il 2009 e il 2020, a mano a mano che tutte le forme di media – voce, TV, radio, stampa – completano la transizione da analogico a digitale.

Entro il 2020, più di un terzo di tutte le informazioni digitali create ogni anno risiederà o transiterà dalla “nuvola”.

Sulla base dell’utilizzo di servizi di cloud computing da parte delle aziende con l’obiettivo di ridurre parte del budget IT destinato alla manutenzione di sistemi legacy, IDC stima che l’investimento in innovazione IT potrebbe generare più di mille miliardi di fatturato aggiuntivo tra oggi e la fine del 2014. Questa proiezione aumenterà in maniera significativa a mano a mano che crescerà l’adozione di private cloud e altri ambienti di cloud computing. 

Entro il 2020 la percentuale di informazioni digitali che richiede sicurezza avanzata aumenterà dal 30 al 50%.

Oggi viene creata una quantità di informazioni digitali del 35% superiore rispetto alla capacità attualmente esistente per archiviarla. Questo dato salirà ad oltre il 60% nei prossimi anni.

Oltre il 70% dell’universo digitale è generato dagli individui. Ma le aziende sono responsabili per l’archiviazione, la gestione e la protezione dell’80% di tali informazioni. Questa responsabilità aumenterà con la crescente adozione di tecnologie Web 2.0 e di social networking in azienda.

Lo studio Digital Universe di quest’anno illustra molte delle problematiche strategiche di breve e lungo termine che i CIO devono tenere presenti in fase di pianificazione e investimenti IT. Aumenta la consapevolezza che per “restare in gioco”, bisogna modificare il modo in cui si opera, trasformando le infrastrutture tradizionali in data center private cloud che offrono a clienti interni ed esterni l’IT as a service o. Le private cloud la nuova generazione dell’IT, propone ad aziende e clienti modalità nuove ed automatiche per gestire e garantire la sicurezza di questa quantità impressionante di informazioni.

L'intero studio è diponibile all'indirizzo: http://www.emc.com/leadership/programs/digital-universe.htm


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