Lo scorso 21 Aprile, McAfee ha rilasciato l’aggiornamento 5958 del File contenente le impronte dei Virus, nel quale veniva erroneamente considerato come Malware il programma svchost.exe, componente critico di Windows, suggerendo quindi di eliminarlo o porlo in quarantena, ed il risultato di provocare il classico “schermo blu”, continui reboot, perdite di conessioni e l’inibizione all’uso delle chiavette USB ad un gran numero di utenti con le funzioni di aggiornamento automatico attivate e ligi nell’applicarle tempestivamente e a seguirne meticolosamente le indicazioni.
A nulla sono valsi per essi gli immediati appelli lanciati dall’azienda nell’evitare di procedere con l’aggiornamento letale: molti utenti di VirusScan 8.7 su piattaforme Windows XP SP3 si sono trovati nell’impossibilità di continuare a lavorare con le proprie macchine.
La successiva uscita della DAT in Versione 5959, che ha scongiurato che il danno si allargasse a macchia d’olio su tutti gli utenti di McAfee, per molti non è servita a molto, obbligandoli ad interrompere il proprio lavoro e a richiedere interventi di assistenza in emergenza.
Ammesso pubblicamente l’errore e chiesto formale scusa ai propri utenti in un Blog,
Barry McPherson, Direttore dei servizi di supporto di McAfee, in un primo tempo si è limitato a dichiarare di aver fatto del suo meglio per rimediarvi, e di aver l’intenzione di modificare gli attuali processi di testing per evitare che simili problemi si ripetano nel futuro.
Successivamente, però, ha provveduto a mettere a disposizione una linea di assistenza diretta per aiutare gli utenti a risolvere i problemi occorsi (+1 866 622 3911), ma ha pubblicato anche la disponibilità a provvedere al rimborso delle spese sostenute per le riparazioni degli eventuali danni subiti dai propri clienti e ad offrire loro due anni di aggiornamenti gratuiti per l’Antivirus.
Le modalità per accedere a questi rimborsi non sono ancora state pubblicate, ma dovrebbero esserlo a breve direttamente sul sito dell’azienda.
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