|
Che
attorno al termine sicurezza si
siano formati molti miti e che per essa ciascuno intenda qualcosa di diverso è
ormai piuttosto assodato. Ma il vero aspetto critico è che, indipendentemente
dal punto di partenza o da quello di vista dei singoli, alla fine l’azienda si
trova obbligata a dover proteggere il proprio patrimonio informativo, ad
osservare le leggi in materia, a tutelare la riservatezza dei propri dipendenti,
partner e clienti. In sostanza, quindi, si tratta di allestire soluzioni che
utilizzando tecnologie, approcci e meccanismi diversi siano in grado di
garantire adeguate protezioni e controlli a tutto tondo.
Sono
queste le conclusioni alle quali sono giunti i rappresentanti di alcune aziende
leader del settore incontratisi attorno ad una Tavola Rotonda appositamente
organizzata e moderata da Alessandro Ferrari, uno dei fondatori di CON.NEXO’,
società che partendo da tali considerazioni, ha dato vita al progetto
K.a.P (Knowledge and Prevention) mirato alla realizzazione di una piattaforma
per la protezione logica delle informazioni e la continuità
nell’erogazione dei servizi all’utenza.
Alla
Tavola Rotonda hanno quindi preso parte Bruno
Degradi, in rappresentanza di CA, Marco Misitano per Cisco, Rodolfo Falcone di
Trend Micro e Fabio Alghisi di SurfControl. La cosa più interessante
dell’incontro è stata che ciascuno di questi manager ha posto l’attenzione
su un aspetto particolare della sicurezza, indicandolo come elemento
indispensabile di qualsiasi soluzione che, unico punto sul quale si è
riscontrata la perfetta unanimità, risulta comunque sempre più complessa da
allestire, gestire, manutenere.
Per Degradi, il punto di
partenza deve essere l’Identity Management e quello di arrivo, in linea con
gli ultimi sviluppi del mercato e in particolare di CA, il Security Information
Manegement che ha il pregio di fungere da collettore di tutte le segnalazioni
che vengono raccolte dai vari elementi di rilevazione distribuiti sul sistema.
Questo perché non solo le piattaforme Microsoft sono soggette a continui
attacchi, ma anche quelle Linux, i Database e ogni genere di apparecchiatura
installata in azienda. I controlli vanno quindi effettuati a livello più alto,
raccogliendo in modo coordinato tutto ciò che di anomalo viene rilevato sul
sistema.
Al solo sentir parlare di
“rete”, Misitano ha posto l’accento sull’importanza di intervenire a
livello di rete con apparecchiature sempre più integrate, capaci di operare
come Firewall, controllori di traffico, strumenti di protezione da Malware e via
dicendo, inserendo già a livello di rete sistemi dotati di intelligenza e di
funzioni di reazione autonoma agli attacchi.
Attacchi? Certo, è
intervenuto Falcone: la vera minaccia è costituita dal Cyber Crime. Per gli Hacker
ed i Cybercriminali esistono anche alcuni siti illegali nei quali si può
persino valutare l’efficacia del codice maligno che si sta sviluppando o si
intende immettere in rete. Non solo: talvolta, ad ingaggiare gli hacker, sono le
aziende che agiscono in tal modo per danneggiare i propri concorrenti… E non
ci si può dimenticare che uno dei maggiori punti d’infezione per le aziende
è costituito dagli accessi effettuati dai propri dipendenti ai sistemi di posta
elettronica di tipo pubblico quali quelli su Libero o Yahoo.
Vero, ma che dire dei
contenuti? Per Alghisi, ogni
contenuto di Internet, non solo le Mail, costituisce un potenziale rischio.
Pertanto, non basta creare delle barriere di accesso, ma occorre anche prevedere
delle funzioni di controllo di quanto viene svolto su Internet o attraverso i
vari siti Web ai quali il personale ha normale accesso.
Quattro facce di uno stesso
problema che però non può esser visto solo da un lato, ma affrontato e risolto
in tutta la sua interezza in quanto lasciarne scoperto un lato rende
inevitabilmente inutile ogni sforzo su tutti gli altri. E’ questa la
conclusione di Alessandro Ferrari per il quale da un lato il compito dei
produttori di tecnologie è creare strumenti innovativi per soddisfare le
esigenze in continua evoluzione dell’utenza, dall’altro quello dei Systems
Integrator è analizzare le varie situazioni per realizzare soluzioni che
risultino adeguate alla realtà di ciascuna impresa. Così, le
esperienze e le competenze dei vari partner sono confluite in K.a.P., che
attualmente rappresenta l’unica
proposta sul mercato italiano completa di Tool e servizi di consulenza,
che parte dall’analisi dei sistemi e dei processi aziendali fino ad allestire
piattaforme finalizzate alla valutazione dei rischi ed alla gestione della
sicurezza.
In
sostanza, se nel passato qualche azienda ha manifestato l’ambizione di
qualificarsi come fornitore unico di soluzioni di sicurezza, le testimonianze di
questa Tavola Rotonda hanno ribadito una volta di più che la sicurezza
rappresenta un progetto in continuo divenire per qualsiasi impresa, per il quale
occorrono tecnologie eterogenee e sofisticate, aggregate da personale competente
e specializzato, capace di valutare le singole situazioni e fornirvi soluzioni
personalizzate.
|